La Banca Centrale della Nigeria introduce licenze obbligatorie e regole sul capitale per gli emittenti di stablecoin

Fonte: hokanews2026/11/07 02:26
Analisi
Il quadro normativo della Nigeria converte una posizione precedentemente restrittiva in un regime di licenze, e il vincolo determinante è il capitale più che l'autorizzazione: 10 miliardi di naira per gli emittenti ancorati alla naira e 15 miliardi di naira per gli emittenti in valuta estera, oltre a una copertura integrale delle riserve con un margine del 2% e al rimborso al valore nominale entro il giorno lavorativo successivo. Il divieto delle stablecoin algoritmiche e dei token fiat garantiti da criptovalute, unito al requisito che gli emittenti in valuta estera raggiungano gli utenti nigeriani solo tramite entità autorizzate a livello locale, spinge di fatto la distribuzione delle stablecoin in dollari verso partnership con banche o fintech locali. Occorre osservare se i principali emittenti internazionali perseguiranno una licenza locale o accordi di partnership prima della chiusura della finestra di domanda di 180 giorni, come la CBN definirà e sottoporrà ad audit gli asset ammissibili come riserve, e se la scadenza di registrazione di 30 giorni costringerà le piattaforme P2P a rafforzare i controlli di identità o a uscire dal mercato. La divisione CBN-SEC tra token di pagamento e token classificabili come titoli lascia inoltre aperto dove si collocheranno i prodotti che generano rendimento o i prodotti tokenizzati.

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La banca centrale della Nigeria introduce requisiti di licenza, capitale e riserve per gli emittenti di stablecoin che operano nel paese.
La Banca Centrale della Nigeria (CBN) ha introdotto un quadro normativo in materia di licenze che impone agli emittenti di stablecoin di ottenere l'approvazione regolamentare, mantenere un capitale minimo sostanziale e riserve integralmente garantite. Le regole, annunciate il 5 novembre 2026, vietano inoltre le stablecoin algoritmiche e stabiliscono requisiti separati per i token ancorati alla naira e alle valute estere.

Il quadro normativo riguarda gli asset virtuali non classificabili come titoli e introduce soglie di capitale minimo di 10 miliardi di naira per gli emittenti di stablecoin ancorate alla naira e di 15 miliardi di naira per gli emittenti di stablecoin in valuta estera. Gli altri fornitori di servizi per asset virtuali (VASP) contemplati dalle norme sono soggetti a un requisito di capitale minimo di 1 miliardo di naira.

La CBN stabilisce requisiti di capitale e riserve

Secondo il nuovo quadro normativo, le stablecoin sono suddivise in due categorie. La Classe 1 comprende i token ancorati alla naira nigeriana, mentre la Classe 2 include i token riferiti a valute estere, come il dollaro statunitense.

Le diverse classificazioni determinano quanto capitale gli emittenti devono mantenere. Gli operatori di Classe 1 sono tenuti a detenere almeno 10 miliardi di naira di capitale minimo, mentre gli emittenti di Classe 2 devono rispettare una soglia più elevata di 15 miliardi di naira.

Oltre ai requisiti di capitale, gli emittenti devono mantenere riserve a copertura di almeno il 100% delle proprie passività in stablecoin in asset ammissibili, con un ulteriore margine di sicurezza del 2%. Le regole sulle riserve sono intese a sostenere il valore e gli obblighi di rimborso connessi ai token.

I detentori devono poter rimborsare le stablecoin al valore nominale, generalmente entro il giorno lavorativo successivo. Ciò significa che gli emittenti devono fornire un meccanismo di rimborso che consenta ai clienti di scambiare i propri token con il valore di riferimento secondo i requisiti del quadro normativo.

Vietate le stablecoin algoritmiche e alcuni modelli di garanzia

La CBN ha vietato le stablecoin algoritmiche, che si basano su codice e incentivi di mercato anziché su una garanzia di riserve convenzionale per mantenere l'ancoraggio del prezzo.

Il quadro normativo vieta inoltre i token riferiti a valute fiat la cui garanzia è costituita principalmente da altri asset virtuali. Queste restrizioni stabiliscono limiti ai tipi di strutture di stablecoin che possono operare nel regime normativo nigeriano.

Le stablecoin in valuta estera sono soggette a un ulteriore requisito di accesso. Gli emittenti possono servire gli utenti nigeriani solo tramite entità autorizzate a livello locale, il che significa che i soli intermediari esteri non soddisfano le condizioni del quadro normativo.

I fornitori internazionali di stablecoin che cercano di accedere al mercato nigeriano dovranno pertanto collaborare con un partner autorizzato a livello locale o stabilire una propria presenza locale che soddisfi i requisiti applicabili.

Nuove regole di conformità per le transazioni P2P

Le norme riguardano anche l'attività di criptovalute peer-to-peer. Le piattaforme che facilitano transazioni P2P devono applicare misure rafforzate di verifica dell'identità, aggiungendo ulteriori responsabilità di conformità per i fornitori di servizi che operano sul mercato.

Gli operatori esistenti sono soggetti a scadenze transitorie. Le imprese già attive quando le norme entrano in vigore devono registrarsi presso la CBN entro 30 giorni. Avranno poi 180 giorni dalla data di entrata in vigore per presentare le domande per le licenze pertinenti.

CBN e SEC si dividono la vigilanza sugli asset digitali

Il quadro normativo chiarisce le responsabilità di regolamentazione delle due principali autorità finanziarie della Nigeria. La CBN supervisionerà gli asset virtuali non classificabili come titoli utilizzati per scopi di pagamento e regolamento.

La Securities and Exchange Commission della Nigeria manterrà la vigilanza sugli asset digitali classificati come titoli. La divisione separa le attività relative agli asset virtuali legate ai pagamenti dai prodotti che rientrano nella regolamentazione dei titoli.

La Nigeria si muove verso un sistema formale di licenze per le stablecoin

Il quadro normativo di novembre segue altri sviluppi normativi avvenuti nel corso del 2026. Un ordine esecutivo emanato a metà del 2026 ha istituito un Consiglio per gli Asset Virtuali, mentre le autorità hanno anche introdotto un ampio sandbox normativo.

Il sandbox è stato concepito per offrire spazio all'innovazione mantenendo l'attività sugli asset digitali coerente con gli obiettivi di stabilità monetaria e finanziaria. Il nuovo quadro normativo in materia di licenze aggiunge requisiti formali di autorizzazione e conformità a tale approccio regolamentare.

La mossa rappresenta un cambiamento rispetto alla posizione precedente, più restrittiva, della Nigeria nei confronti degli asset digitali. Anziché basarsi principalmente su restrizioni, la CBN sta istituendo un regime di licenze strutturato volto a favorire l'attività di mercato rafforzando al contempo la tutela dei consumatori e la vigilanza regolamentare.

fonte: cryptobriefing

Autore: Ethan Collins

Giornalista di criptovalute

Ethan Collins riferisce sugli sviluppi del settore delle criptovalute e della blockchain. Il suo lavoro copre movimenti di mercato, aggiornamenti dei protocolli, cambiamenti normativi e tendenze emergenti negli asset digitali.

Si concentra nel presentare argomenti complessi in modo chiaro e accessibile per un ampio pubblico di lettori.

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