
La Fondazione Cardano ha esortato l'Unione Europea a resistere alla tentazione di creare regole nuove e autonome specificamente per la finanza decentralizzata (DeFi) e lo staking. In una risposta dettagliata inviata alla Commissione Europea, l'organizzazione sostiene che i quadri normativi finanziari esistenti dovrebbero essere applicati in base a ciò che un'attività fa e ai rischi che crea, piuttosto che alla tecnologia sottostante utilizzata per svolgerla.
In un post sul blog di mercoledì, la fondazione ha illustrato la sua presentazione di 19 pagine datata 30 settembre, chiedendo una separazione normativa più chiara tra gli utenti che partecipano direttamente alle reti decentralizzate e i servizi finanziari offerti dagli intermediari, soprattutto quando sono coinvolti la detenzione, il controllo o altre forme di custodia degli asset degli utenti.
Punti chiave
- La Fondazione Cardano vuole che la regolamentazione UE segua la sostanza e il rischio di un'attività, non l'etichetta tecnologica a essa associata.
- Sostiene che la delega da parte degli utenti per contribuire a proteggere una rete non dovrebbe essere trattata allo stesso modo dei servizi di staking intermediati che controllano gli asset.
- La fondazione avverte che sovrapposizioni poco chiare tra MiCA e le leggi finanziarie esistenti potrebbero produrre interpretazioni incoerenti tra gli Stati membri dell'UE.
- La sua posizione arriva mentre i regolatori UE valutano di ampliare la supervisione su staking, prestiti e finanziamenti e potenzialmente di aggiungere una categoria regolamentata per l'accesso ai protocolli DeFi.
La sostanza prima della tecnologia nelle regole UE su DeFi e staking
Al centro dell'argomentazione della fondazione c'è il principio secondo cui la regolamentazione UE dovrebbe seguire "la sostanza di un'attività, le funzioni svolte e i rischi creati, non la tecnologia attraverso cui viene condotta". Tale impostazione mira a prevenire regole generalizzate che potrebbero ricondurre comportamenti fondamentalmente diversi a un'unica categoria normativa.
Nella sua risposta, la fondazione traccia una linea tra due modelli di partecipazione:
- Partecipazione diretta alla rete, in cui gli utenti interagiscono con un sistema decentralizzato in modo che non richiede di rinunciare alla custodia o di bloccare i propri token in un accordo simile alla custodia.
- Servizi finanziari forniti da intermediari, in cui il modello operativo prevede meccanismi di controllo, in particolare quelli legati alla custodia o alla gestione degli asset degli utenti.
L'implicazione per gli operatori di mercato è chiara: le regole dovrebbero essere calibrate in base al fatto che un intermediario svolga un ruolo di tipo finanziario. Altrimenti, suggerisce la fondazione, la partecipazione DeFi conforme potrebbe essere trattata come un servizio di custodia o di gestione patrimoniale, aumentando l'incertezza giuridica e potenzialmente limitando l'accesso decentralizzato legittimo.
Delegare ADA come partecipazione, non come custodia
La fondazione fa riferimento specificamente alla possibilità per gli utenti Cardano di delegare token ADA nativi per contribuire a proteggere la rete. Sostiene che questo modello di delega consente la partecipazione senza cedere la custodia o bloccare permanentemente i token in un modo che assomigli allo staking gestito da intermediari.
Caratterizzando la delega degli utenti come fondamentalmente diversa dai servizi di staking gestiti da intermediari, la fondazione chiede di fatto ai regolatori di considerare il controllo e la custodia come i principali fattori distintivi normativi. Per gli investitori e gli utenti questo è importante perché il trattamento normativo può influenzare il modo in cui i prodotti sono progettati, le condizioni imposte dagli intermediari e gli obblighi di conformità attivati, soprattutto in mercati in cui le imprese potrebbero essere riluttanti a offrire servizi senza indicazioni chiare.
Per gli sviluppatori, la stessa distinzione potrebbe influire sull'architettura delle applicazioni decentralizzate, in particolare se instradano gli asset degli utenti attraverso soluzioni di custodia intermediata o consentono agli utenti di partecipare tramite meccanismi che preservano il controllo.
Preoccupazioni per la sovrapposizione con MiCA mentre l'UE valuta maggiore supervisione sullo staking
La presentazione della fondazione sottolinea inoltre la necessità di chiarezza normativa tra il Regolamento dell'UE sui mercati delle cripto-attività (MiCA) e le leggi finanziarie esistenti. Avverte che requisiti sovrapposti, insieme a interpretazioni incoerenti tra gli Stati membri dell'UE, potrebbero "creare incertezza" per le imprese cripto.
Tale incertezza non è solo teorica. In pratica, approcci incoerenti possono portare a strategie di conformità frammentate, costi operativi più elevati e incertezza su quale regime normativo si applichi a un determinato servizio. L'argomentazione della fondazione suggerisce che, senza una delimitazione attenta, le imprese potrebbero affrontare obblighi contraddittori a seconda di dove commercializzano o operano.
Il tempismo della risposta della Fondazione Cardano è notevole. I regolatori UE stanno già valutando ulteriori salvaguardie e potenziali espansioni della supervisione sulle attività cripto. Secondo precedenti resoconti, l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha raccomandato modifiche a settembre, tra cui ulteriori salvaguardie per staking, prestiti e finanziamenti, e ha proposto una nuova categoria di servizi regolamentati per le imprese che forniscono accesso ai protocolli DeFi.
In questo contesto, l'appello della fondazione a una regolamentazione basata sulla sostanza può essere letto come un tentativo di influenzare il modo in cui vengono formulate eventuali salvaguardie aggiuntive, affinché le regole mirino al rischio reale di custodia e intermediazione piuttosto che alla partecipazione decentralizzata in sé.
La spinta alla chiarezza normativa si estende oltre l'Europa
L'attività di advocacy della Fondazione Cardano presso l'UE si allinea anche a sforzi più ampi per regole cripto più chiare a livello internazionale. Una precedente copertura di Cointelegraph ha rilevato che la Fondazione Cardano si è unita ad altre cinque organizzazioni blockchain in una lettera del 20 ottobre che esortava la Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense a riconoscere formalmente le materie prime digitali come non titoli nell'ambito del quadro cripto proposto dalla SEC.
Sebbene tale richiesta statunitense sia separata dalla discussione UE, entrambe le campagne condividono un tema comune: i regolatori dovrebbero fornire confini più chiari che distinguano i tipi di attività e riducano l'ambiguità per gli operatori di mercato.
Per utenti, sviluppatori e exchange, la chiarezza è importante perché influisce direttamente su quali servizi possono essere offerti, su come possono essere offerti e su come dovrebbero essere strutturati i programmi di conformità. Per le reti decentralizzate, è importante anche se i regolatori trattano la decentralizzazione stessa come un fattore di rischio o se si concentrano su custodia, controllo e intermediazione finanziaria.
Mentre le discussioni UE proseguono, la domanda chiave per il settore è se i regolatori adotteranno l'approccio basato su sostanza e rischio della Fondazione Cardano, soprattutto in merito a delega contro staking con custodia e alle sovrapposizioni tra MiCA e le leggi finanziarie esistenti, oppure se perseguiranno regole più prescrittive mirate specificamente a DeFi e staking. Gli operatori di mercato dovrebbero osservare come le raccomandazioni dell'ESMA e qualsiasi successiva stesura normativa UE si tradurranno in obblighi concreti per le imprese che operano vicino agli ecosistemi decentralizzati.
Questo articolo è stato originariamente pubblicato come Cardano Foundation Pushes EU to Keep MiCA Scope Off DeFi, Staking su Crypto Breaking News – la tua fonte affidabile per notizie cripto, notizie Bitcoin e aggiornamenti blockchain.
