Tom Lee, presidente di Bitmine e cofondatore di Fundstrat, interviene al Consensus 2026 di Miami (CoinDesk)
Cosa sapere:
Bitmine, la più grande società di gestione patrimoniale di Ethereum, si trova ad affrontare perdite non realizzate stimate in 8,9 miliardi di dollari, a seguito del calo di ETH sotto i 1.800 dollari durante l'ultima fase di ribasso del mercato delle criptovalute.
Le azioni della società hanno toccato il livello più basso da quando ha adottato la sua strategia di tesoreria basata su Ethereum nel maggio 2025.
Il crollo delle quotazioni evidenzia il crescente divario tra le previsioni ottimistiche del presidente di Bitmine, Tom Lee, e l'attuale debolezza del mercato.
Bitmine Immersion Technologies (BMNR), il maggiore detentore aziendale di ether (ETH), rischia perdite per quasi 9 miliardi di dollari a causa del crollo del token al di sotto dei 1.800 dollari, che sta svalutando il suo ingente patrimonio.
Le azioni della società presieduta da Tom Lee sono crollate di un ulteriore 5,9% mercoledì, scivolando sotto i 17 dollari e ampliando il calo al 28% dall'inizio di maggio. Il titolo è ora sceso al di sotto dei minimi di febbraio, raggiungendo il livello più basso da quando la società ha annunciato il suo passaggio a una strategia di tesoreria basata su Ethereum nel maggio 2025.
Il crollo si verifica mentre ETH ritesta i minimi di febbraio. La seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato ha perso oltre il 20% dall'inizio di maggio, quando Lee, co-fondatore di Fundstrat e presidente di BitMine, aveva sostenuto che il "mini inverno delle criptovalute" del mercato fosse probabilmente terminato e che fosse iniziata una nuova "primavera delle criptovalute".
Sotto la guida di Lee, Bitmine ha accumulato oltre 5,4 milioni di ETH, ovvero circa il 4,5% dell'offerta circolante di Ethereum, in circa un anno. Tale posizione ha un valore di circa 10 miliardi di dollari ai prezzi attuali.
Tuttavia, tali partecipazioni sono ora profondamente svalutate, con perdite non realizzate stimate in 8,9 miliardi di dollari, secondo i dati raccolti da DropsTab.
Riserve di ether (ETH) di Bitmine e perdite non realizzate stimate (DropsTab)
Tesorerie di asset digitali sotto pressione
Il calo di Bitmine evidenzia una rinnovata pressione sul settore della gestione patrimoniale degli asset digitali, dove le aziende cercano di replicare la strategia introdotta da MicroStrategy (MSTR) di Michael Saylor: raccogliere capitali sui mercati pubblici e utilizzare i proventi per accumulare criptovalute.
Questo modello è diventato sempre più difficile da sostenere con l'indebolimento dei prezzi delle criptovalute e con il calo del valore di molti titoli di Stato rispetto al valore dei rispettivi asset sottostanti.
Strategy ha recentemente annunciato la sua prima vendita di bitcoin dal 2022, scatenando un dibattito su come la società potrebbe finanziare i futuri obblighi legati alle sue offerte di azioni privilegiate.
La situazione di Bitmine si distingue per alcuni aspetti fondamentali. L'azienda ha finanziato i suoi acquisti di ether principalmente tramite l'emissione di azioni anziché tramite debito, evitando così i problemi di leva finanziaria e il pagamento di interessi che affliggono alcune società concorrenti che utilizzano titoli di stato.
L'azienda genera inoltre entrate dallo staking dei suoi ETH e dalla gestione del suo servizio di staking MAVAN. Bitmine ha dichiarato di aver messo in staking oltre 4,7 milioni di ETH, circa l'87% delle sue partecipazioni, e ha recentemente stimato le entrate annuali derivanti dallo staking a circa 276 milioni di dollari.
Lee chiede 250.000 ETH
L'andamento recente dei prezzi non ha intaccato le prospettive a lungo termine di Lee.
Intervenendo alla conferenza Proof of Talk a Parigi all'inizio di questa settimana, ha affermato che ETH potrebbe eventualmente raggiungere i 250.000 dollari, poiché la tokenizzazione, le transazioni basate sull'intelligenza artificiale e lo staking aziendale stanno rimodellando il ruolo di Ethereum nel sistema finanziario globale.
Per ora, gli investitori sembrano concentrati su una realtà più immediata. Ether è tornato vicino ai livelli visti l'ultima volta durante il crollo di febbraio, lasciando le riserve di Bitmine in grave difficoltà e mettendo in evidenza il divario tra la tesi a lungo termine di Lee e l'attuale visione del mercato sull'asset.
Secondo Jim Ferraioli di Charles Schwab, la recente debolezza del Bitcoin riflette una più ampia rotazione verso l'intelligenza artificiale, le IPO e altre operazioni speculative basate sul momentum, piuttosto che preoccupazioni relative alle vendite di Bitcoin da parte di Michael Saylor.
Cosa sapere:
Secondo Jim Ferraioli, direttore della ricerca e della strategia sulle valute digitali presso Charles Schwab, la recente performance deludente del Bitcoin non è tanto dovuta al calo della domanda istituzionale o alle vendite di Michael Saylor, quanto piuttosto alla perdita del suo status di strumento di trading dominante sul mercato.
I capitali che un tempo inseguivano guadagni speculativi nelle criptovalute stanno affluendo sempre più verso...
